Esterefatto rimane il "viandante" quando, dopo un cammino tra gole, forre e aspre cime, al suo sguardo si presenta la rigogliosa piana di Santa Scolastica, ove, carica di storia ed arte, si adagia la cittadina di Norcia.

03.jpg (12356 byte)

Come Norcia è racchiusa tra le sue mura (sec.XIII), così la sua valle è circondata da verdeggianti monti, che formano un anfiteatro naturale di ineguagliabile bellezza.
L'ampia pianura, era, nel Pliocene e nel Quaternario, la culla di un lago,svuotatosi in seguito a movimenti tellurici che aprirono un varco a sud-ovest della valle.
Nel tratto più depresso, dell'altopiano, per un'estensione di circa 70 ettari, si trovano una serie di prati, conosciuti con il nome di Marcite. La peculiarità di questi è il loro alto tasso d'umidità, scaturita da sistemi d'irrigazione esistenti da diversi secoli, probabilmente realizzati dai monaci benedettini.
L'acqua in abbondanza,qui confluisce dai monti e dalla vallata, permettendo la irrigazione permanente delle Marcite.
Un velo d'acqua,controllato da chiusi e canale, sommerge continuamente il suolo, cosi da, mantenere costante d'estate il livello d'umidità, ed impedire d'inverno il congelamento del terreno.
Questo sistema permette di lavorare l'area in qualsiasi stagione,tanto da ottenere dai 6 ai 10 tagli di foraggio l'anno.
Questa rarità ambientale,come gran parte dell'altipiano di S.Scolastica,fa oggi parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Risalendo le Marcite,subito sotto Norcia,troviamo una vena d'acqua molto apprezzata per le sue proprietà ipotensive,la sorgente del Salicone.
Continuando verso nord,oltrepassando il paese,possiamo ammirare,nella sua totale imponenza,Monte Patino(1883 m.),ai suoi piedi si apre una variegata valle,da dove partono suggestivi sentieri,per la grotta e la cima del monte,per Valle Castoriana nel preciano,per Val di Canatra,per il Pian Grande e Castelluccio.
A sud-t della piana nursina,ad una altezza di circa 1100 m. s.l.m.,troviamo un caratteristico paese: S.Marco.
Nel passato, importante era la sua ubicazione strategica,sorgendo nella zona di confine tra Norcia e il Regno di Napoli.
Da qui la veduta della valle è unica,le morbide vette che circondano il paese, creano forme ed ombre ineguagliabili: da percorrere è il sentiero che conduce ai Pantani di Accumoli,in direzione Monte dei Signori.
Cosi come è da visitare il vicino paese di Nottoria,con la sua secolare quercia.

700.jpg (8262 byte)

In direzione nord-est, con venti minuti d'auto, da Norcia si raggiunge Castelluccio(1453), uno dei più elevati paesi degli Appennini.
Arroccato su di un colle, il paese, sembra stare a guardia della pianura, fu proprio per questo motivo che nacque il castello (SEC.XIII):per difendere il territorio dalle mire dei vicini marchigiani, e tutelare gli armenti dei nursini.
Dell'abitato primitivo resta soltanto la porta d'ingresso che immette sulla piazzetta della chiesa parrocchiale, dedicata a S. Maria Assunta. Le vie del paese sono disposte a terrazzi concentrici attorno alla sommità del colle. Curiose, sono le scritte a calce sui muri delle stalle: specie di manifesti murali fortemente satirici che alludono a fatti e persone del luogo.
Sicuramente , ciò che colpisce, il visitatore, appena arrivati al valico che porta verso il paese, è lo scenario che si apre davanti ai suoi occhi: un altopiano immenso,il Pian Grande,circondato da montagne e colline, su cui svetta, in tutta la sua maestosità, il Monte Vettore,la cima più alta dei Monti Sibillini (2476 m.).
Il Pian Grande (13,09 kmq),insieme al Pian Piccolo (2,34 kmq),al Pian Perduto (2,39 kmq) e Valle San Lorenzo(0,64 kmq),formano i famosi piani di Castelluccio, il bacino carsico più interessante dell'Italia centrale.
Nella parte più depressa del Pian Grande,vi è una profonda spaccatura del terreno e un insieme di doline e solchi,il Fosso dei Mergani-Inghiottitoio: qui vanno a confluire gran parte delle acque piovane e del disgelo.
I faggeti,uniche aree boschive,della zona, rappresentano l'habitat ideale per il picchio,la poiana,l'allocco,la ghiandaia,il fringuello,il merlo e per mammiferi come la lepre,lo scoiattolo,la volpe,il tasso.
Il lupo e l'aquila, animali tipici di queste zone, purtroppo oggi sono ridotti a pochissimi esemplari. Endemico del Lago di Pilato, all'interno del Monte Vettore, è il famoso crostaceo, Chirocephalus Marchesonii.

La Fioritura tra maggio e giugno,vede innumerevoli specie floreali colorare l'altopiano,come:violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, tulipani selvatici,genziane, viola dell'Eugenia e orchidee selvatiche...
Tra i fiori da non dimenticare è la Stella Alpina, rara e severamente protetta si può ammirare solo ad alte quote.