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Esterefatto rimane il "viandante" quando, dopo un cammino tra gole, forre e aspre cime, al suo sguardo si presenta la rigogliosa piana di Santa Scolastica, ove, carica di storia ed arte, si adagia la cittadina di Norcia. Come Norcia è racchiusa tra le sue mura (sec.XIII), così
la sua valle è circondata da verdeggianti monti, che formano un anfiteatro
naturale di ineguagliabile bellezza.
L'ampia pianura, era, nel Pliocene e nel Quaternario,
la culla di un lago,svuotatosi in seguito a movimenti tellurici che aprirono
un varco a sud-ovest della valle.
Nel tratto più depresso, dell'altopiano, per un'estensione
di circa 70 ettari, si trovano una serie di prati, conosciuti con il nome
di Marcite. La peculiarità di questi è il loro alto
tasso d'umidità, scaturita da sistemi d'irrigazione esistenti da diversi
secoli, probabilmente realizzati dai monaci benedettini.
L'acqua in abbondanza,qui confluisce dai monti e dalla
vallata, permettendo la irrigazione permanente delle Marcite.
Un velo d'acqua,controllato da chiusi
e canale, sommerge continuamente il suolo, cosi da, mantenere
costante d'estate il livello d'umidità, ed impedire d'inverno il congelamento
del terreno.
Questo sistema permette di lavorare l'area in qualsiasi
stagione,tanto da ottenere dai 6 ai 10 tagli di foraggio l'anno.
Questa rarità ambientale,come gran parte dell'altipiano
di S.Scolastica,fa oggi parte del Parco
Nazionale dei Monti Sibillini.
Risalendo le Marcite,subito sotto Norcia,troviamo una
vena d'acqua molto apprezzata per le sue proprietà ipotensive,la
sorgente del Salicone.
Continuando verso nord,oltrepassando il paese,possiamo
ammirare,nella sua totale imponenza,Monte Patino(1883
m.),ai suoi piedi si apre una variegata valle,da dove partono suggestivi
sentieri,per la grotta e la cima del monte,per Valle Castoriana nel preciano,per
Val di Canatra,per il Pian Grande
e Castelluccio.
A sud-t della piana nursina,ad una altezza di circa 1100
m. s.l.m.,troviamo un caratteristico paese: S.Marco.
Nel passato, importante era la sua ubicazione strategica,sorgendo
nella zona di confine tra Norcia e il Regno di Napoli.
Da qui la veduta della valle è unica,le morbide
vette che circondano il paese, creano forme ed ombre ineguagliabili: da
percorrere è il sentiero che conduce ai Pantani
di Accumoli,in direzione Monte dei Signori.
Cosi come è da visitare il vicino paese di Nottoria,con
la sua secolare quercia.
In direzione nord-est, con venti minuti d'auto, da Norcia
si raggiunge Castelluccio(1453),
uno dei più elevati paesi degli Appennini.
Arroccato su di un colle, il paese, sembra stare a guardia
della pianura, fu proprio per questo motivo che nacque il castello (SEC.XIII):per
difendere il territorio dalle mire dei vicini marchigiani, e tutelare
gli armenti dei nursini.
Dell'abitato primitivo resta soltanto la porta d'ingresso
che immette sulla piazzetta della chiesa parrocchiale, dedicata a S. Maria
Assunta. Le vie del paese sono disposte a terrazzi concentrici attorno
alla sommità del colle. Curiose, sono le
scritte a calce sui muri delle stalle: specie di manifesti murali
fortemente satirici che alludono a fatti e persone
del luogo.
Sicuramente , ciò che colpisce, il visitatore,
appena arrivati al valico che porta verso il paese, è lo scenario
che si apre davanti ai suoi occhi: un altopiano immenso,il Pian Grande,circondato
da montagne e colline, su cui svetta, in tutta la sua maestosità,
il Monte Vettore,la cima
più alta dei Monti Sibillini (2476 m.).
Il Pian Grande (13,09 kmq),insieme al Pian Piccolo (2,34
kmq),al Pian Perduto (2,39 kmq) e Valle San Lorenzo(0,64 kmq),formano
i famosi piani di Castelluccio, il bacino carsico più interessante
dell'Italia centrale.
Nella parte più depressa del Pian Grande,vi è
una profonda spaccatura del terreno e un insieme di doline e solchi,il
Fosso dei Mergani-Inghiottitoio: qui vanno a confluire
gran parte delle acque piovane e del disgelo.
I faggeti,uniche aree boschive,della zona, rappresentano
l'habitat ideale per il picchio,la poiana,l'allocco,la ghiandaia,il fringuello,il
merlo e per mammiferi come la lepre,lo scoiattolo,la volpe,il tasso.
Il lupo e l'aquila, animali tipici di queste zone, purtroppo
oggi sono ridotti a pochissimi esemplari. Endemico del Lago
di Pilato, all'interno del Monte Vettore, è
il famoso crostaceo, Chirocephalus Marchesonii.
La Fioritura tra maggio e giugno,vede
innumerevoli specie floreali colorare l'altopiano,come:violette, papaveri,
ranuncoli, asfodeli, tulipani selvatici,genziane, viola dell'Eugenia e
orchidee selvatiche...
Tra i fiori da non dimenticare è la Stella
Alpina, rara e severamente protetta si può ammirare solo ad
alte quote.
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